martedì 23 agosto 2016

Recensione: IO PRIMA DI TE, di Jojo Moyes

Titolo: Io prima di Te
Autrice: Jojo Moyes
Genere: Romantico, drammatico
TramaA ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose. Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un'esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l'altro per sempre. "Io prima di te" è la storia di un incontro. L'incontro fra una ragazza che ha scelto di vivere in un mondo piccolo, sicuro, senza sorprese e senza rischi, e un uomo che ha conosciuto il successo, la ricchezza e la felicità, e all'improvviso li ha visti dissolversi, ritrovandosi inchiodato su una sedia a rotelle. Due persone profondamente diverse, che imparano a conoscersi senza però rinunciare a se stesse, insegnando l'una all'altra a mettersi in gioco.

Spesso si può capire quanto un libro sia bello già dalle prime pagine. È quello che mi è successo con Io prima di Te
Già da subito sono rimasta particolarmente colpita dallo stile dell'autrice, estremamente scorrevole, ma allo stesso tempo profondo e in grado di far conoscere un personaggio in un paio di righe. Uno stile perfetto per la triste storia di Will, che passa ad essere un amante dell'avventura, affascinante e pronto a conquistare il mondo, a tetraplegico costretto per anni su una sedia e rotelle, in grado di muovere abilmente solamente il capo. Non si tratta di uno stile drammatico, che sottolinea la tristezza degli eventi con tormentata tragicità. Allo stesso tempo, però, non tralascia neanche tutte le sofferenze a cui è costretto Will, che ha tentato diverse volte il suicidio, nonostante le sue condizioni, e che non ha più voglia di fare nulla, neppure di vivere. Nella sua vita cupa e grigia, affollata dai suoi ricordi felici, in riva alla Senna a Parigi, sulle montagne dell'Asia, in un safari in Africa, irrompe all'improvviso Louisa, ventiseienne allegra e letteralmente coloratissima, storicamente fidanzata con un maniaco del fitness, il Maratoneta. Lou non ha grandi ambizioni, ha sempre vissuto nella piccola cittadina turistica, e quando viene licenziata all'improvviso dal suo amato lavoro da barista non sa cosa fare. Ama stare a contatto con le persone, e quanto gli viene proposto un colloquio per assistenza psicologica ad un disabile, teme perfino di dover eventualmente lavare il sedere a qualche vecchietto; in realtà non sa che sta per trovarsi davanti un sarcastico, depresso, quanto affascinante, Will. 
Inizialmente egli non ne vuole proprio sapere, rimane chiuso nel suo duro guscio di umorismo nero e toni da saccente, ma contro la sua volontà si vede ad aprirsi e a lasciarsi coinvolgere dall'allegria della nuova amica. Will, che non ha alcun controllo sulla sua vita, a partire dal cibo per arrivare ai movimenti, cerca disperatamente di allargare gli orizzonti di Lou, che si è auto-imprigionata nella sua cittadina, senza ambizioni scolastiche nè familiari. Louisa comprende che tutto quello che si sta lasciando scivolare via tra le mani, tutte quelle opportunità, non torneranno mai, ma è combattuta. I due infatti, passando insieme quasi tutte le giornate, si ritrovano a condividere degli stessi sentimenti, e ne saranno spaventati. Forse, non sapranno neppure come sopportarli. Non sapranno come usare la forza dell'amore per superare il destino.

Si tratta di un romanzo incredibile. Non so da dove iniziare. Come ho già accennato, lo stile è stupendo, ho letto quattrocento pagine in un pomeriggio, senza annoiarmi, ed era quasi come se lo stessi divorando. Uno stile leggero e quasi sbrigativo, che però focalizza tutte le sfaccettature della personalità dei diversi personaggi, analizzandoli meglio di una macchina. I personaggi si vedranno nella loro totalità solamente alla fine del libro, sviluppatasi con noi durante la lettura.
Louisa è un personaggio stupendo. Non ha mai preso in considerazione una vita vera, università, figli, un trasferimento, un tatuaggio, non finché Will l'ha spinta a farlo. Quasi costretta, oserei dire. E meno male. Quando Will si rivolge a lei, è come se in realtà stesse guardando noi, dritti in faccia, ammonendoci e suggerendoci di stare ben attenti a ciò che pensiamo sia scontato e ovvio. Per lui camminare normalmente era una cosa ovvia, una cosa alla quale non pensava neppure, e poi eccolo da un giorno all'altro incapace di muovere perfino le dita delle mani. Il libro è straordinario proprio per questo, perché offre spunti di riflessione su tutto questo, sulla salute, sull'importanza dell'istruzione, della vita.
Devo ammettere che il personaggio di Will mi ha completamente spiazzato. Come il finale del libro, per il resto. Non è un libro prevedibile, ad ogni secondo l'idea che si crea nella nostra mente cambia. Immaginavo, devo ammetterlo, uno stupido romanzetto su come il protagonista riuscisse a superare il suo handicap, sostenuto dall'amata. Invece no. Will è consapevole delle sue spiacevolissime condizioni, e nonostante tutto l'amore e tutto il bene che gli vogliano le persone che gli stanno vicine, sa cosa gli aspetta, e soprattutto quanto tempo ancora gli rimane. È un personaggio senza ombra di dubbio pessimista, che scarica tutta la sua infelicità sugli altri, che solitamente rimangono tramortiti dal suo pessimismo, tutti tranne Lou. Questi comportamenti però fanno anche riflettere, allo stesso tempo, sull'importanza della salute e su quanto certe persone siano fortunate ad essere sane.
Ci sono così tanti personaggi stupendi: Treena, la sorella di Lou, intelligentissima e odiatissima per questo; Nathan, l'assistente medico di Will; Camilla, la madre di Will, distrutta dalle sue decisioni e dal suo pessimismo. Ma ancora tutta la famiglia di Lou in generale, quella di Will, i vecchi e i nuovi amici. 
Ho particolarmente apprezzato alcuni capitoli, pochi, tre, se non sbaglio, in cui il punto di vista era diverso
L'unica cosa che mi ha fatto un po' storcere il naso, è che ho trovato il libro scritto "meglio" nella prima parte, come se l'autrice nella seconda si sia lasciata andare un po'
Nonostante questo, si tratta in ogni caso di un libro stupefacente, che lascia con il fiato sospeso fino alla fine, che vi strapperà tante, tante lacrime. Può essere considerato un libro autoconclusivo, nonostante ci sia un seguito, ma non avrei voluto che finisse in un altro modo. Non avrei preferito un altro finale o una particolare svolta a metà libro. Nonostante il finale sia tanto strappalacrime e drammatico, il libro è perfetto così com'è, non cambierei assolutamente nulla.


Cinque meno meno, in realtà.

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