martedì 19 luglio 2016

Recensione: BROOKLYN, di Colm Tòibìn

Titolo: Brooklyn
Autore: Colm Tòibìn
Genere: Narrativa/Drammatico
TramaNon è facile trovare lavoro a Enniscorthy, una cittadina nel sudest dell'lrlanda. I primi anni cinquanta sembrano seminare solo insoddisfazione e nostalgia per un benessere che non c'è, neppure all'orizzonte. La giovane Eilis Lacey, prigioniera del confronto quotidiano con la madre e la sorella Rose, non vede davanti a sé alcuna prospettiva, finché l'imprevedibile visita di un prete emigrato, padre Flood, le fa scorgere l'opportunità di una vita diversa, al di là dell'oceano, a New York. E sarà proprio a Brooklyn che Eilis riuscirà a trasformare il passato in un futuro propizio. E l'incontro con Tony, un ragazzo da amare, farà del sogno una reale possibilità che cambierà la sua vita, forse, per sempre. Colm Tóibín racconta una storia d'amore fatta di passioni e cadute; e la vertigine di Eilis, nella scelta fatale tra senso del dovere, appartenenza alla famiglia e desiderio di libertà, in quella linea d'ombra tra l'adolescenza e l'età adulta.

Anni '50Irlanda, un paesino dove tutti sanno tutto di tutti. La protagonista, Eilis, futura contabile, vive in una casetta con la madre e la amata sorella, Rosa. All'improvviso, grazie ad un vecchio amico del defunto padre, viene quasi catapultata in America, paese considerato quasi esotico e pieno di aspettative: lavoro. Soldi. Amore, forse.
Eilis, inizialmente confusa dal nuovo lavoro in un emporio italiano, dai modi delle sue coinquiline nella casa della severa Mrs Kehoe e dal nuovo ambiente così colorato e movimentato, trova poi il tempo per riflettere su quanto le lunghe giornate nel Nuovo Mondo siano diverse da quelle tranquille che trascorreva in Irlanda. Stretta dalla morsa della malinconia cerca di andare avanti, aiutata da padre Flood, che per distrarla la iscrive al miglior corso serale di contabilità che ci sia a Brooklyn. 
Per la prima volta in vita sua incontra l'amore: Tony è un ragazzo italiano estroverso ed estremamente sensibile che la conquista pian piano, dato che Eilis sembra quasi spaventata da queste sconosciute - ma scoprirà presto anche piacevoli e ben accette - avances. Sembra tutto perfetto: un fidanzato che la ama, un lavoro, un diploma da contabile, una padrona di casa che la rispetta a differenza di come si comporta con le altre... Eppure, la ruota della fortuna fa cadere su Eilis un'enorme disgraziaDistrutta dal dolore è costretta a tornare in Irlanda, dove incontra dopo anni Jim, un conoscente della sua vecchia migliore amica, che la nota per i suoi vestiti così sgargianti e alla moda, l'abbronzatura e l'aria di essere una donna matura e sicura di sè e non più una ragazza bianchiccia e timida, spaventata da praticamente tutto, a dir poco terrorizzata di lasciare il Paese.
Il suo cuore, straziato da una terribile perdita, sarà ulteriormente diviso tra il suo (vero?) amore e questo sconosciuto che la attira per la sua sicurezza e bellezza. Eilis sceglierà di restare a casa, a riparo tra le mura che una volta considerava il suo piccolo mondo, o tornerà a Brooklyn, nel suo nuovo mondo?

Non c'è molto da dire: nonostante il libro abbia più di trecento pagine (la mia è la III Edizione Bompiani) l'ho trovato estremamente breve. Come non mi capita spesso di dire, avrei preferito sentire di più i pensieri di Eilis. Anche se sapevo che lei era allo stesso tempo coraggiosa e timida, e anche se apparentemente fredda, estremamente sensibile, dallo stile dell'autore mi è sembrata comunque troppo distaccata e lontana da me, dal lettore, e non ho trovato quel "ponte" che collega le tante pagine di carta rilegate alla mente di chi le sta sfogliando. Nonostante questo dettaglio, che di solito delinea un aspetto (non trovandolo in questo romanzo, purtroppo) su cui rifletto solitamente dopo aver letto un libro che mi è piaciuto veramente veramente tanto, l'ho trovata una piacevole lettura, una delle più scorrevoli di sempre. Se avessi avuto il tempo lo avrei letto senza dubbio in poche ore tutto d'un fiato. Lo stile, anche se un po' freddo, ripeto, è coinvolgente e non accenna a stancare il lettore.

I personaggi sono ben delineati. Ognuno è diverso dagli altri, e se alcuni sembrano un tutt'uno, c'è un motivo più che ovvio che ora che ci penso mi diverte addirittura. Questo per dire che nonostante la apparente freddezza, i personaggi ci sono e ognuno vuole far capire che esige il suo spazio, per quanto piccolo possa essere: dalla Georgina che conosciamo sulla nave per l'America, gentile ma - permettetemelo - cazzuta, a Miss Fortini, la sua superiore di lavoro esigente ma a suo modo dolce e disponibile. Lo rileggerei? Con piacere, in futuro. Lo consiglierei? Certo, a tutti; a differenza di alcuni libri non c'è una vera e propria categoria di lettori a cui si potrebbe consigliare: in questo libro si può leggere di tutto: amore, dolore, delusioni, divertimento, momenti strappa-lacrime (tante, lacrime), fino ad arrivare perfino ad un pizzico di innocente e, se posso, tenero, erotismo.

Quattro su cinque.

Che dire: non vedo l'ora di vedere la trasposizione cinematografica, che si fa valere con un cast (e una regia) di prima categoria: Saoirse Ronan, Julie Walters e Jim Broadbent sono solo dei tre attori sotto i riflettori. 

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