sabato 17 ottobre 2015

Recensione: JANE EYRE, di Charlotte Brontë

Ciao a tutti! Come avete passato questa settimana? Io tutto okay. Sono andata all'EXPO, anche se non ero convintissima, ma mi è piaciuto un sacco! Sono andata a visitare Irlanda (♥), Belgio, Azerbaigian, Malesia e Kuwait. Mi sono divertita molto, tranne per il fatto che ad un certo punto si è messo a diluviare e faceva davvero freddissimo e che di sera non mi sentivo più i piedi ma dettagli! Questa settimana ho letto Jane Eyre, che era nella mia TBR da secoliE no, giuro che non l'ho letto perché c'è Michael nel film.



Titolo: Jane Eyre
AutriceCharlotte Brontë
Genere: Romanzo
Pagine: 717
TramaDopo un'infanzia difficile, di povertà e di privazioni, la giovane Jane trova la via del riscatto: si procura un lavoro come istitutrice presso la casa di un ricco gentiluomo, il signor Rochester. I due iniziano a conoscersi, si parlano, si confrontano e imparano a rispettarsi. Dal rispetto nasce l'amore e la possibilità per Jane di una vita serena. Ma proprio quando un futuro meraviglioso appare vicino, viene alla luce una terribile verità, quasi a dimostrare che Jane non può essere felice, non può avere l'amore, non può sfuggire al suo destino. Rochester sembra celare un tremendo segreto: una presenza minacciosa si aggira infatti nelle soffitte del suo tetro palazzo.


Jane è una ragazza davvero sfortunata, con un'infanzia a dir poco terribile e difficile. Quando diventa grande, dopo essere stata educata severamente, mette un annuncio sul giornale per trovare una casa dove insegnare. Presto diventa l'istitutrice di Adèle a Thornfield Hall, la grande proprietà del signor Rochester. Jane, che con uno sguardo sembra riuscire a leggere dentro alle persone, rimane subito affascinata dal suo padrone, così misterioso e burbero. Presto Jane si innamora perdutamente di lui, e anche Edward, dopo averla fatta ingelosire per bene, si dichiara. Proprio quando finalmente i due sembrano poter stare finalmente insieme, con un colpo di scena che sorprenderebbe perfino gli scrittori più abili di questi giorni, viene fuori il vero passato del signor Rochester e sembra tramortire Jane, che è costretta a fuggire. 
Da qui in poi dovrà cavarsela come potrà, trovarsi una casa ed un lavoro, anche se il ricordo del suo amato non l'abbandonerà mai, portandola a riflettere sulle sue scelte e, forse, a tornare sui suoi passi.


“Non può essere ch’io abbia tanta felicità, dopo tanto dolore. È un sogno; un sogno di quelli che ho fatto spesso, di notte, immaginandomi di stringerla ancora una volta sul mio cuore, come faccio ora; credendo di baciarla e sentendo che mi amava e che non mi avrebbe lasciato mai.” 

Quello di Jane è un personaggio meraviglioso. Mi sono innamorata subito di lei che, a testa bassa, cerca sempre di reprimere i suoi sentimenti, di essere composta. Ma chi trattiene per troppo tempo il fiato prima o poi deve buttarlo fuori.
Finalmente usciamo dallo schema pre-fabbricato della protagonista bellissima e del suo innamorato affascinante. Lei ammette di non essere affatto bella e descrive le altre donne per come sono davvero, non con quella sorta di competizione che c'è sempre nei libri tra le ragazze. 
È così semplice, umile, gentile, a volte pare talmente fragile che sembra potersi rompere da un momento all'altro. Eppure allo stesso tempo è forte, coraggiosa, spigliata; è esposta alle intemperie del mondo, ma riesce a resistere, sostenendosi da sola e addirittura preoccupandosi più per gli altri che per sé. 

E il signor Rochester era sempre brutto ai miei occhi? No; la gratitudine, e molti sentimenti 
analoghi, tutti piacevoli e caldi, facevano del suo viso l'oggetto che più amavo vedere; 
la sua presenza, in una stanza, illuminava più del fuoco più ardente.

Il signor Rochester è un uomo molto complicato, misterioso. Anche lui è descritto come tutt'altro che bello. Jane glielo dice proprio, più volte, ma entrambi hanno capito che ciò che li ha fatti innamorare veramente è ciò che hanno dentro. E per sottolineare ciò l'autrice alla fine lo rende in un certo modo, come per dire: "Non conta l'aspetto. Tu sei Jane perché sei come me nell'animo, dopotutto cos'è l'aspetto?" 
All'inizio, quando si comporta in modo scortese con Jane e passa tutto il suo tempo con la signorina Ingram, l'ho odiato. Letteralmente. È burbero, offensivo, quasi volgare. Ma dopo la sua dichiarazione e le bellissime parole, mi sono innamorata anche di lui. Il suo desiderio per Jane! Forse ancora più di quello della ragazza. Davvero intenso.

“Il sentimento senza il criterio è una bevanda scipita; ma il criterio non temperato dal sentimento 
è un boccone troppo amaro e troppo aspro perché l’uomo possa inghiottirlo.” 

All'inizio ero davvero spaventata dalla mole di questo libro. Settecento pagine? Ho pensato: "Come faccio a leggere un libro del genere in meno di un mese?" Eppure, l'ho letto in meno di una settimana.
Non avevo mai letto nulla di Charlotte Brontë, e per questo sono rimasta profondamente colpita dal suo bellissimo stile di scrittura. Il libro è narrato dal punto di vista di Jane e anche se paginate intere sono dedicate alla descrizione solo ai comportamenti degli altri, non l'ho trovato affatto noioso, anzi. Non mi sono mai, mai, stancata di leggerlo. Se avessi potuto avrei finito il libro tutto d'un fiato.

L'unica piccolissima pecca del libro è che in alcuni punti era fin troppo poco descrittivo. Un altro aspetto che non mi è piaciuto molto è che è tutto visto in una chiave molto cristiana. E a volte è un po' troppo; è pieno di riferimenti al Vangelo, cita sempre personaggi biblici, e ho fatto fatica a leggere certe cose senza alzare gli occhi al cielo.
Ma è pieno di frasi bellissime, cavolo. Ad un certo punto mi sono commossa anche se ero in classe nel bel mezzo di un'assemblea ma non sono proprio riuscita a trattenermi. E anche poco fa, alla fine del libro, l'autrice ha saputo descrivere perfettamente i sentimenti dei due amanti. E giù lacrime, già.

“La nostra luna di miele brillerà su di noi tutta la vita; i suoi raggi 
impallidiranno soltanto sopra le nostre tombe.” 

Forse la cosa che mi è piaciuta di più in assoluto è il castagno d'India. Sì, l'albero sotto a cui si sono dichiarati e Jane ha detto il grande . L'albero che poi si è spezzato a metà durante la tempesta prima del matrimonio. Ma non del tutto. Sì, per me sono loro. Sono Jane ed Edward prima di riconciliarsi. Sono loro

Le due parti dell'albero non erano completamente divise fra loro; le forti radici le univano ancora, ma la vita comune era distrutta; il succo comune non poteva più scorrere. Da ogni lato i grandi rami ricadevano morti, e alla prima tempesta invernale l'albero sarebbe caduto certo, ma per allora era una rovina, e una rovina intera. "Fate bene di tenervi unite ancora," dissi alle due parti dell'albero, come se potessero ascoltarmi. "Siete infrante e spaccate, eppure dovete provare ancora un lieve senso di vita, che sale dalla unione delle vostre fedeli radici. Non vi adornerete più di verdi foglie, gli uccelli non faranno più i nidi, né canteranno più fra i vostri rami, il tempo dell'amore e del piacere è passato, ma non siete disparate, perché ognuna di voi ha una compagna che la sostiene con la sua simpatia nel giorno della rovina."

Quattro su cinque. Commovente.

Non vedo l'ora di vedere il film! E la miniserie! Voi avete letto Jane Eyre? Se sì, che ne pensate? 
A presto, Sara ♥

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