venerdì 14 agosto 2015

Recensione: Unravel Me, di Tahereh Mafi

Buongiorno a tutti! Anche se oggi sono stata male >.<, eccomi qui con una nuova recensione, yeah! Siete fieri di me? Eh? EH? Okay la smetto.
PREMESSA: Mi scuso se è tutto un casino ma ho avuto veramente dei problemi a scrivere questa recensione. Ho così tante cose di cui vorrei parlarvi, di cui molte non posso scriverle perché altrimenti sarebbe spoiler
Come sempre, gli spoiler sono in grigio chiaro.

Titolo: Unravel Me
Autrice: Tahereh Mafi
Genere: Distopico/YA
Trama:
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è quasi
tempo di guerra. 
Juliette è scappata nel Punto Omega. È un posto per le persone come lei -persone con dei doni- ed è anche il cuore della ribelle resistenza.
Finalmente è libera dalla Restaurazione, libera dai loro piani di usarla come arma, e libera di amare Adam. Ma Juliette non sarà mai libera dal suo tocco letale.
O da Warner, che la vuole più di quanto lei ritenesse possibile.

Come sapete, ho amato e continuo ad amare Schegge di Me, lo reputo uno dei libri più belli di sempre. Il modo di scrivere della Mafi mi era sembrato così bello, ha un modo tutto suo di raccontare le cose. Poetico. MagnificoQuindi ho iniziato questo libro piena di aspettative. Pensavo che sarebbe stato un libro con molta azione e che finalmente si sarebbe fatta sentire la tanto imminente guerra.
Purtroppo, mi sbagliavo. Ma nonostante ciò, il libro mi è piaciuto. È solo molto diverso da come lo immaginavo.

Il libro è molto ripetitivo. Certo, lo capisco: Juliette è tormentata perché a quanto pare non può stare con il suo innamorato, è agitata a causa della guerra. Ma mi ha veramente fatta inc@zzare. Tutto il tempo non fa che pensare a lei. Viene ripresa, più volte da più persone in modi sempre più espliciti e più -detta breve- stronzi, ma niente. Continua a darsi la colpa per tutto. Non fa altro che piangersi addosso e sentirsi in colpa per le sue azioni. E pure per le azioni degli altri, dicendosi che è tutta colpa sua! "Non puoi startene seduto lì, e mettere la vita degli altri davanti alla tua, e pensare che questo possa essere considerato un gesto d’amore", detto con le parole di Stephen Chbosky. Juliette cavolo, ti capisco perfettamente, ma non sono per niente fiera di te. Per niente.

A proposito di amore, torna finalmente in scena il mio amato Warner che, si scopre, ha un finalmente un nome: Aaron. LO AMO. LO A M O. Se prima era perfetto, ora lo è ancora di più. Warner è così tormentato. Così tanto da far quasi male. Come in Destroy Me, qui vediamo Warner com'è veramente: non deve più (fingere di?) essere spietato, non deve più impartire ordini e dormire con un occhio aperto per la paura di essere ucciso. Per lui c'è solo Juliette; questo amore così (im?)possibile e dolce mi ha veramente fatto sciogliere in una pozzanghera di feelings. Aaron è così tenero con Juliette, la tratta come se fosse un tesoro inestimabile. E lei lo manda a quel paese. CRISTO. 
C'è una scena terribilmente aaaaargh in cui Warner riesce finalmente a toccarla come desidera da quando l'ha conosciuta eppure lei decide di rovinare tutto. La avrei ammazzata io stessa.

Juliette è ancora innamorata di Adam (che in questo libro è una specie di fantasma distratto e tormentato che non fa altro che far sentire Juliette sempre più uno schifo), eppure si ritrova sempre più attratta da Aaron. Ma non può nemmeno stare con il suo vero amore, perchè il dono di Adam -che consiste nell'annullare l'Energia degli altri- rischia di ucciderlo. Quindi troviamo una Juliette terribilmente confusa, che non sa come comportarsi. E che combina dei casini incredibili. C'è una guerra là fuori. E le cosa fa? Come in ogni altra occasione, si chiude in se stessa e non ascolta nessuno. Ma poi arriva Adam e lei è così sentimentale, e vede Warner e pensa che è così perfetto-- Ragazza mia ma decidi. Per una volta, Juliette, metti da parte i ragazzi e dai una mano quando serve. Allenati. Potenziati. E non far sentire una merda gli altri quando vedono che ti raccolgono da terra col cucchiaino

Per questo ho ammirato moltissimo il personaggio di Kenji, che nel primo libro non avevo quasi considerato. È lui che il più delle volte rimprovera Juliette e la spinge a fare qualcosa. È un personaggio con molte sfaccettature: lui sì che ha le palle per agire, sa prendere delle decisioni, ma è anche simpatico e molto forte, sia dentro che fuori.

Per quanto riguarda i colpi di scena, cavolo. Alcuni mi hanno lasciata veramente a bocca aperta. Non me li aspettavo proprio. Anche se non mi sono piaciuti tantissimo, riconosco che sono perfettamente strutturati e sensati. Certe cose si incastrano a perfezione. Vogliamo parlare di quando si scopre che Anderson è il padre di Adam e che quindi Warner è suo fratello?! Aiuto.

Il metodo di scrittura della Mafi è un pochino diverso, e in alcuni punti non mi è piaciuto. Mischia tutti i suoi modi poetici, ed il risultato non è per niente gradevole. Certi capitoli erano uno uguale all'altro. 
Capisco perfettamente che, essendo lei confusa, allora anche i capitoli sono tali di conseguenza. Ma è stato veramente una tortura leggere sempre le stesse cose, soprattutto in momenti o d'azione o, lo posso dire?, decisamente sensuali riferimenti al capitolo 62 completamente casuali
L'autrice gira e rigira intorno allo stesso concetto decine di volte, e si arriva finalmente a qualcosa di concreto solo con il finale, che è estremamente aperto. Qui tutti i personaggi cambiano prospettiva, ed i ruoli sono invertiti, ma in modo confuso. Per questo non vedo l'ora di leggere Ignite Me. 
Quattro + su cinque. In realtà avevo in mente di assegnare a questo libro un giudizio molto più basso
ma ora che ci ripenso in generale non riesco nemmeno a pensare di poterlo valutarlo meno di così.
Le cose che non mi sono piaciute in confronto a quelle che ho adorato non sono niente
.

E voi? Avete letto questo libro? Se sì, che ne pensate? Altrimenti, vi piacerebbe leggerlo?
A presto,
Sara ♥

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