venerdì 7 agosto 2015

Recensione: Città di Carta, di John Green

Buonasera a tutti! Non mi sono fatta sentire per un po' perché è quasi impossibile leggere con questo caldo, e mi spiace un sacco, perché avevo intenzione di leggere molto in questo periodo çuç 
Ieri sono riuscita a finire Città di Carta, quindi eccovi la mia recensione. Mi è uscita fuori come un vomito di parole, cosa che di solito non mi succede mai. Ma non penso che sia un buon segno. 
Come al solito gli spoiler sono in grigio chiaro.


Titolo: Città di Carta
Autore: John Green
Genere: Narrativa/YA
Editore: Rizzoli
Trama: Quentin Jacobsen è sempre stato innamorato di Margo Roth Spiegelman, fin da quando, da bambini, hanno condiviso un'inquietante scoperta. Con il passare degli anni il loro legame speciale sembrava essersi spezzato, ma alla vigilia del diploma Margo appare all'improvviso alla finestra di Quentin e lo trascina in piena notte in un'avventura indimenticabile. Forse le cose possono cambiare, forse tra di loro tutto ricomincerà. E invece no. La mattina dopo Margo scompare misteriosamente. Tutti credono che si tratti di un altro dei suoi colpi di testa, di uno dei suoi viaggi on the road che l'hanno resa leggendaria a scuola. Ma questa volta è diverso. Questa fuga da Orlando, la sua città di carta, dopo che tutti i fili dentro di lei si sono spezzati, potrebbe essere l'ultima.

Una notte Margo entra in camera di Q, trascinandolo in un'avventura sensazionale lunga una notte. Ma mentre lui pensa a cosa potrebbe dirle il giorno dopo a scuola, la ragazza sparisce, ma di sicuro non dalla testa di Q. Prima di fuggire, Margo lascia una serie di indizi che dovrebbero portarlo da lei... Ma nemmeno lei è sicura di voler essere trovata

L'inizio di questo libro è fenomenale: una mini-avventura vendicativa divertente, che si legge tutta d'un fiato. Poi lei sparisce ed iniziano i casini. Margo se n'è andata, ma Q non riesce ad accettarlo. Poi si accorge che gli ha lasciato una serie di indizi, ed inizia a seguirli. E fin qui è eccitante: è proprio come una caccia al tesoro, affiatata, con alti e bassi. Poi però i ragazzi -Q e i suoi due amici, Ben e Radar- arrivano ad un punto morto. E mentre i due ragazzi si rassegnano, godendosi le ultime settimane di scuola tra prom e party scatenati, Q non riesce a togliersi dalla testa Margo. 

Per più di cento pagine, non solo non succede un bel niente, ma è tutto un: "Voglio trovare Margo", "Penso che Margo potrebbe essere andata qui", "Forse dovremmo provare ad esaminare questo posto"... Per più di metà libro. È tutto così. Q non si fila minimamente i suoi amici (veramente, nelle conversazioni ignora totalmente i suoi amici ed invece di rispondere alle domande gli porgono lui parla di Margo senza nemmeno sentirsi in colpa, come se non se ne fosse manco accorto), non pensa a nulla se non a lei. Io questo non lo chiamo amore. Dalle mie parti è detta ossessione. È quasi sfiancante, non lascia un attimo di tregua. 
Non solo dobbiamo cercare di capire cosa cavolo ha in mente il ragazzo attraverso solamente dei dialoghi noiosi e molto ripetitivi, dobbiamo pure aspettare per decine e decine di pagine prima che si arrivi ad una qualsiasi conclusione. Sì, perché non ci sono praticamente pause di riflessione in questo libro. Ce ne saranno tre o quattro, sparse qua e là in maniera totalmente casuale. Inoltre è pieno di dettagli veramente inutili, quasi come se avesse cercato di aggiungerli per allungare il libro.
Alla ricerca di Margo, i quattro -Q, Radar, Ben e Lacey, la sua fidanzata- si avventurano in un roadtrip che mi è piaciuto tantissimo, divertente e coinvolgente.
Però il finale non mi è affatto piaciuto. O meglio, sono contenta che Q abbia detto di no a Margo, quando questa gli ha proposto di unirsi a lei e di andare a New York, ma se per tutto un libro mi ritrovo a leggere di un ragazzo ossessionato da una, e poi improvvisamente tutto questo interesse evapora in meno di una pagina... be' non è che mi faccia proprio piacere. E un'altra cosa che mi ha veramente scocciato è che Q si è reso perfettamente conto che lei è solo una ragazza come tutte le altre, ma a quanto pare non riesce ad agire di conseguenza. 
Mi è piaciuta l'idea delle città di carta. Sono città senza sostanza, senza essenza, quasi false, illusorie, insulse. Esistono anche le persone di carta, i protagonisti stessi se ne rendono conto alla fine del libro. Margo è una persona di carta. Q è una persona di carta. Forse siamo tutti quanti persone di carta.

Solitamente mi piace lo stile di Green: poche descrizioni/riflessioni, tanto dialogo, ma un po' si capisce cosa provano i personaggi. Qui quasi per niente, è tutto un Margo, Margo, MargoNon so nemmeno come sia fisicamente Q, il protagonista. Tutti sono così poco approfonditi, se non forse per un unico tratto particolare. Uno. Q è ansioso. Margo è un'avventuriera. Ben è un pervertito. Radar è un tecnologico. Lacey... oh, lei non ne ha. Come faccio a capire un libro se non riesco manco ad immaginarmi i personaggi?
Lui, il protagonista, è monotono, ripetitivo e molle. È noioso, fino all'esasperazione. Sembra perfino scemo, in alcuni punti del libro.
Margo è insopportabile. Non solo è una snob, ma è anche una stronzetta viziata. Manipola in continuazione le persone. E ci rimane pure male se poi la odiano.
Non la detesto perché ha trasformato Q in un cagnolino da trascinare dove voleva lei, ma perchè ha anche avuto il coraggio di volargli le spalle. Lui ha fatto un viaggio lungo qualcosa come dodici ore, ha attraversato uno stato per raggiungerla, e non solo lei lo manda via, ma gli dice pure che non sarebbe dovuto andare a cercarlo. Dopo che aveva lasciato una cavolo di pista che finiva proprio a lei. 
Ho trovato questo libro estremamente forzato. Sembra quasi che l'autore sia stato spinto a scriverlo. Solitamente c'è molto sarcasmo nei suoi libri, ma in questo ce n'è veramente troppo. Battute -divertenti, ma- molto inadeguate. Quasi come se stesse cercando di far ridere. Anche in momenti totalmente inopportuni. E lì non mi è certo venuto da ridere, anzi. Dopo la metà non ne potevo più. Sì, volevo sapere come andava a finire, ma ne avrei potuto benissimo fare a meno.

La mia valutazione: 2 su 5.

{Parentesi sull'edizione inglese: Ho letto questo libro in lingua, e l'ho trovato abbastanza difficilotto. Ovviamente non sono un'esperta, non sto dicendo che dovete evitarlo come se fosse la peste, dico solo che ho letto libri molto più semplici.}


E voi, avete letto questo libro? Se , fatemi sapere che ne pensate!
A presto,

Sara 

5 commenti:

  1. Non dirmi così ç_ç io l'ho preso perché a detta di molti era carino, secondo alcuni il più bello di John Green o comunque uno dei più belli... non che mi abbiano fatto impazzire gli altri suoi libri: mi ha conquistato cercando Alaska, me ne ero proprio innamorata, e colpa delle stelle mi ha fatto piangere a dirotto per gran parte del libro ma okay XD alla fine ho deciso di prender anche questo... e oltretutto, l'ho preso in inglese :D e, ancora, sarebbe il primo romanzo che leggo in inglese! (senza ovviamente contare i vari classici semplificati letti durante gli anni delle superiori...) Spero non sia troppo difficile! :P non ho idea non avendone appunto mai letti, cosa mi posso aspettare... in alcuni libri in inglese ci studio, ma mi sa che la cosa sia un po' diversa :P
    dato che ci son colgo l'occasione per chiederti... me ne sapresti consigliare qualcuno in particolare da legger in lingua? ^^

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    1. Ciao! Anche io l'avevo preso perché ne avevo sentito parlare bene (benissimo, più e più volte)... Magari tu lo adorerai, chi lo sa! Dato che studi in inglese magari troverai questo libro semplicissimo! Io ho fatto un po' fatica in alcuni punti, solo questo ^^" In lingua ho letto "Aristotle & Dante Discover the Secrets of the Universe", che è il mio libro preferito. Oltre ad essere BELLISSIMO è anche semplice, quindi ti consiglio quello. Poi ho letto Harry Potter (il primo) e l'ho trovato mooooolto facile (infatti conta anche che è nato come un libro per bambini/ragazzi) ^u^/

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    2. uhhhh ma ci credi che assieme a città di carta ho ordinato proprio quello in inglese??*O* son proprio curiosa di iniziarlo! (muoviti corriere, muoviti! >_<) e, oltre quei due, ho anche preso "the perks of being a wallflower"... a naso mi sembrava facile anche perché so più o meno la trama, ma ora che ci penso ho dovuto cercare cosa volesse dire "perks" perché proprio non ne avevo la più pallida idea :'''D Uh, Harry Potter lo amo e l'ho letto millemila volte <3 ed effettivamente vorrei legger anche quelli in lingua!

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  2. Anche io ho letto Città di Carta, e... Non so cosa pensare, francamente. Per molte cose mi è piaciuto, per altre l'ho odiato! Sto aspettando che le idee si rimettano in ordine, prima di scrivere una recensione adeguata, ma, probabilmente non accadrà mai >.<

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    1. Sì, in effetti ci ho messo un po' anche io ad "assimilare" i pensieri riguardo al libro. Terrò un occhio aperto sul tuo blog per la recensione! Sono curiosa!

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