giovedì 5 febbraio 2015

Recensione: Avrò cura di te, di Massimo Gramellini e Chiara Gamberale

Ciao a tutti! Sono tornata! Dopo qualcosa come un mese, ma... okay! 
Interrogazioni, versioni, verifiche, lezioni stra-pesanti... aiuto. Non ce la faccio più. Guardo quei maledetti pronomi e penso: ma chi me lo fa fare? Mi viene quasi voglia di gettare la spugna.
Ah, devo dirvi una cosa importante! Ho aperto un nuovo blog. È dedicato a tutto tranne che ai libri, fondamentalmente. L'ho chiamato La difficile vita della fangirl, ed era davvero da un sacco che volevo aprirne uno del genere. E comunque vedendo la grafica che ho "realizzato" per il blog nuovo mi sta passando per la testa magari di farla simile anche per questo sito! Ma è solo un pensiero super-random, anche perché è da solo due mesi che ho questa grafica qui, è ancora praticamente nuova (!).
Coooooooomunque! Oggi sono qui con una nuova recensione. In teoria volevo recensire "Resta anche domani", ma dato che sono fresca fresca di lettura di questo, ho deciso di parlarvene.
Premetto che sono stata obbligata a leggerlo per scuola e quindi che se l'avessi visto in libreria probabilmente non lo avrei nemmeno preso in mano. Ma ho qualcosina da dire, quindi iniziamo!


Titolo: Avrò cura di te
Autori: M. Gramellini, C. Gamberale
Genere: Romanzo
Editore: Longanesi
Pagine: 180
Trama: Gioconda detta Giò ha trentacinque anni, una storia familiare complicata alle spalle, un'anima inquieta per vocazione o forse per necessità e un unico, grande amore: Leonardo. Che però l'ha abbandonata. Smarrita e disperata, si ritrova a vivere a casa dei suoi nonni, morti a distanza di pochi giorni e simbolo di un amore perfetto. La notte di San Valentino, Giò trova un biglietto che sua nonna aveva scritto all'angelo custode, per ringraziarlo. Con lo sconforto, ma anche il coraggio, di chi non ha niente da perdere, Giò ci prova: scrive anche lei al suo angelo. Che, incredibilmente, le risponde. E le fa una promessa: avrò cura di te. L'angelo ha un nome: Filemone, ha una storia. Soprattutto ha la capacità di comprendere Giò come Giò non si è mai compresa. Di ascoltarla come non si è mai ascoltata. Nasce così uno scambio intenso, divertente, divertito, commovente, che coinvolge anche le persone che circondano Giò. Uno scambio che indaga non solo le mancate ragioni di Giò: ma le mancate ragioni di ognuno di loro. Perché a ognuno di loro, grazie a Filemone, voce dell'interiorità prima che dell'aldilà, sia possibile silenziare la testa e l'istinto. Per ascoltare il cuore. Anche e soprattutto quando è chiamato a rispondere a prove complicate, come quella a cui sarà messa davanti Giò proprio dal suo fedele Filemone, in un finale che sembrerà confondere tutto. Ma a tutto darà un senso.

In sintesi, questo libro parla di Gioconda "detta Giò" che viene lasciata tempestivamente da suo marito, Leonardo (esatto Leonardo e Gioconda, wow, che originalità). Dunque lei, disperata, inizia a parlare con questo suo misterioso angelo custode, Filèmone. Lui la aiuta a ridarsi una calmata, a pensare un attimino prima di parlare, perché altrimenti rischia di spaventare gli altri, proprio come ha fatto con Leonardo. 
Che poi perché si sono lasciati? Ah, giusto. Perché Giò lo ha tradito. Perché è una donna infantile, capricciosa e abituata da troppo a sentirsi dire quello che vuole che gli altri le dicano. E dà a lui la colpa della separazione, quando in realtà è tutta colpa sua. Esatto, la Giò che fin dalle prime pagine del libro era tutta "L'amore tra mia nonna e mio nonno era quello perfetto" ovvero "L'amore più duraturo è quello fedele", e poi cosa va a fare? Tradisce suo marito. Sta disperata qui che invece che parlare va a letto con un altro, che invece che prendersi coraggio copia e incolla, esatto, ripeto: copia e incolla la lettera scritta da Filèmone a Leonardo per farsi perdonare da quest'ultimo. Per quanto riguarda il finale non voglio rivelarvi niente, ma vi dico solo che è banalissimo. Ecco, esatto, finisce proprio così. Poi sempre alla fine c'è una micro-storia riguardante Filèmone e l'ho trovata stra-forzata e abbastanza confusa.
Ma-che-cavolo-di-libro-è. Ve lo dico io. 
Questo è il tipo di libro che si scrive per soldiAnni e anni di letteratura e capolavori per arrivare a questo. E meno male che Manzoni ci diceva che in un libro ci devono essere: "L'utile per iscopo, il vero per soggetto e l'interessante per mezzo." Utile, come no. Ci sono persino le ricette Made-In-Filemone anti tristezza. Oh, Dio.
Mentre leggete la parte scritta dalla Gamberale, ovvero dove parla Giò, sembra quasi di aver trovato sotto al materasso di una ragazzina viziata il suo diario; quando invece si legge la parte di Gramellini, ovvero quella di Filèmone si sente quasi in sottofondo il rumore dei Baci Perugina che vengono scartati. Perché quelle di questo libro sono frasi estremamente belle e sdolcinate che però sono inserite alla rinfusa tra le altre e che invece che abbellire il capitolo lo rovinano. 
Ovviamente ci sono certi passaggi davvero belli, perché comunque è un libro che fa pensare, ma spesso è davvero troppo banale e sdolcinato. Chiara Gamberale e Massimo Gramellini sono due autori non da poco, bravi ma in questo libro a quanto pare davvero troppo scontati.
Perché se ci si pensa bene avrebbe potuto anche essere una bella trama: lo scambio di lettere tra una donna che ha bisogno di aiuto ed il suo angelo custode è un'idea originale, ma... tutto il resto no. Semplice.
Boccio questo libro e lo consiglio a tutte le donne in crisi che invece di abbuffarsi di cioccolatini possono godersi frasi scontate prese da canzoni di Tiziano Ferro senza nemmeno ingrassare. 

 photo 627b0f4a056e913c37c706ab55b3fbd3 105 x 88 - Copia 2_zpslobk23sm.jpg
Due su cinque. Non ci siamo proprio!

Eccoci giunti alla fine! E voi, che dite? Avete letto questo libro? Che ne pensate? Fatemelo sapere!
A presto,
Sara.

2 commenti:

  1. Risposte
    1. Per quello che ho letto fin ora scritto da lui... sì, diciamo che sono d'accordo con te ahahah

      Elimina