martedì 18 marzo 2014

Recensione: COLPA DELLE STELLE di John Green

***ATTENZIONE, SPOILER***
Io vi ho avvertiti


TITOLO: Colpa delle stelle
AUTORE: John Green
EDITORE: Rizzoli
GENERE: Romanzo

PAGINE: 360
TRAMA: Hazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.


Avete presente quella sensazione di egoismo che proviamo quando leggiamo un libro sensazionale? Quella sensazione che quasi ci impedisce di confessare agli altri quanto si ha amato questo libro, perché senti come se tra te e l'autore fosse nata una specie di segreto che vi siete scambiati? Ecco, questo è quello che provo io in questo momento.
Avete poi in mente ciò che provate quando muore il vostro personaggio preferito? Voi pensate: "Ora la mia vita non ha più un senso!" ma sapete benissimo che in fondo scherzate, infatti la vostra vita torna ad essere quella di prima dopo poche ore.
Con "Colpa delle stelle" no. Perché questo non è un libro, questo è IL libro. Ho pronunciato così tante volte questa frase, ma questa volta sono sicura che questo è "il libro della mia vita".

Spesso un personaggio particolare non solo ci passa davanti mentre leggete, ma ci entra dentro, aprendosi un piccolo varco tra le nostre viscere e accomodandosi nel cuore. Così è successo a me con Augustus Waters.

"Le sigarette non ti uccidono, se non le accendi. E non
ne ho mai accesa una. È una metafora, sai:
ti metti la cosa che uccide fra i denti,
ma non le dai il potere di farlo."
Ora, però, procediamo per gradi.
Hazel è malata di cancro. Incontra questo ragazzo -Augustus- ad un gruppo di supporto. "Gus" è guarito, ma sul suo corpo è rimasto un segno della sua precedente malattia: una gamba mezza amputata. Ironia della sorte: si innamorano.  Hazel ha un grandissimo desiderio, incontrare Van Houten, il suo scrittore preferito, autore di "Un'imperiale afflizione" (un libro che ha inventato John Green, non esiste in realtà). E Augustus esaudisce questo suo desiderio. Ma Van Houten non è il genio che Hazel si aspettava, è solo un ubriacone che le dice la verità in modo più crudele possibile: lei come tutti gli altri malati di cancro è un errore, è destinata a morire. Augustus consola Hazel. Fanno l'amore. Felici e contenti. E poi cosa succede?

Augustus le confessa di avere avuto una ricaduta e che morirà nel giro di poco tempo.

Mi era sembrato fin troppo strano che non fosse successo nulla di grave fino ad ora.
Quando Augustus muore, ho sentito una parte di me andarsene. Ho sentito davvero male. E non scherzo. Non è "Ommioddio è morto Dobby!" oppure "Cosa? Finnick è morto?"... No. Niente del genere. Questo fa più male. Eppure sapevo da un centinaio di pagine che sarebbe prima o poi morto. Lo sapevo ma non l'ho voluto accettare.
Ma fa ancora più male ciò che c'è scritto nelle ultime pagine del libro, ovvero la lettera che Augustus ha mandato a Van Houten, dove gli chiedeva di scrivere un discorso funebre per Hazel.
Io non ho nemmeno la forza di commentare queste pagine. E non posso quasi nemmeno descriverle, poiché mi hanno totalmente spiazzato.
(Augustus aveva un amico: Isaac. Questo ragazzo aveva una ragazza, Monica. L'ha lasciato poiché lui doveva farsi operare e diventare cieco. E si ripetevano ogni volta: "Sempre, sempre, sempre". Era la loro promessa. La promessa di Augustus e Hazel è "Okay." Infatti ogni fottuta volta che d'ora e in poi leggerò "Okay" scoppierò a piangere come un'idiota.)



Ma il libro è fantastico oltre a che per la trama, per la scia di significato che lascia dietro. 
Ecco ora inizio a piangere.
Questo libro apre gli occhi. Basta "Uffa non ho l'iPhone" e "Voglio un ragazzo". Perché questa è una storia, ma c'è davvero chi è malato di cancro e vive contando alla rovescia.
Io penso che questo libro spinga a combattere. Tutti combattono per qualcosa. Ogni giorno senza rendercene contro lottiamo contro alla morte e viviamo ancora un giorno.
E poi, il concetto di ricordo. Augustus vuole lasciare un ricordo di Hazel. E non gli importa se è un ricordo grande o "una cicatrice più piccola", perché è sempre e comunque un ricordo che ha lasciato questa persona, e solo in pochi ce la fanno. Questi pochi sono eroi. Non riesco a spiegare ciò che provo. Dolore. Felicità. Completezza. Non lo so. Ma sento di aver fatto un passo avanti, sento che questo libro mi ha fatto crescere. E sento di essere più consapevole. Di cosa? Della vita.


3 commenti:

  1. Ma che bella recensione Sara :) Non posso che concordare con te, anch'io ho amato questo libro e anche se mi ha completamente distrutta rimarrà sempre una delle mie letture preferite!Sono curiosissima di vedere il film *__*

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    1. Aw! Anche io non vedo l'ora di vederlo mi piace troppo l'attrice che hanno scelto per Hazel, mi sembra perfetta *^*

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  2. Ciao Sara, la tua è una recensione molto bella. Anch'io ho letto questo libro e, come te, l'ho trovato molto profondo e ricco di significati!
    P.s. Ho scoperto ora il tuo blog, se ti va di dare un'occhiata al mio ti lascio il link: http://langolodiariel.blogspot.it/

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