martedì 25 febbraio 2014

Libri da leggere per scuola: che tortura!

Dato che ho un raffreddore impressionante, tra uno starnuto ed una soffiata di naso, ho deciso di scrivere questo piccolo post, riguardante ad un libro che mi è stato assegnato da leggere.
Dunque: la mia professoressa di italiano ci da da leggere un libro ogni mese e mezzo, circa.
Mai che ne sia capitato uno decente.
Qualcuno con cui correre.

Il Cavaliere inesistente.
Ed ora...

TITOLO: Il senso di una fine
AUTORE: Julian Barnes

EDITORE: Einaudi
GENERE: Narrativa
PAGINE: 160
TRAMA: Tony Webster è un uomo senza qualità. Negli studi e nel lavoro, nei sentimenti e, c'è da scommetterci, anche nel sesso. Ma quando la lettera di un avvocato gli annuncia il lascito di cinquecento sterline e del diario di Adrian - il piú brillante dei suoi compagni di scuola, morto suicida -, la sua vita subisce una scossa. Chi gli ha destinato quell'ingombrante eredità? Quale segreto, rabbiosamente custodito, potrebbe rivelare il diario? E soprattutto, perché a distanza di quarant'anni Veronica, che lo aveva lasciato per Adrian, ricompare nella sua vita trincerandosi dietro un muro di silenzio?
Nel porsi queste domande, Tony è costretto a tornare con la memoria agli anni della scuola, quando passava le giornate a bere, a discutere di letteratura o a fantasticare sulle donne. E cosí, risalendo di ricordo in ricordo, s'imbatte in risposte che, forse, avrebbe preferito non conoscere. Per imparare a sue spese che «la nostra vita non è la nostra vita, ma solo la storia che ne abbiamo raccontato».


Tutto prometteva così bene. La trama non è male, ma il libro è davvero brutto.
Non ha un inizio ed una fine precisa. Per me, sono stati raccontati molti avvenimenti non fondamentali allo sviluppo della storia. A volte è tutto un po' impasticciato, non ci si capisce proprio niente.

E poi tratta di temi non proprio adatti alla mia età. Non capisco perché  l'insegnante abbia deciso di darcelo da leggere.
Non mi sta piacendo per niente. L'ho quasi finito.
Non capisco, ripeto, perché assegnarci un titolo del genere?
In "Qualcuno con cui correre" si trattava di droga, di relazioni tra ragazzi, tra fratelli e sorelle.
Ne "Il Cavaliere inesistente" c'era ad inizio di ogni capitolo una riflessione sul ruolo dello scrittore.
Ma qui? Cosa c'è qui?
Spero di riuscire a capirlo presto.


Avete mai letto questo libro? Di solito i libri che vi assegnano gli insegnanti sono decenti?
A presto,
Sara.



NOTE: Qualcuno con cui correre è un libro scritto da David Grossman.
Il Cavaliere inesistente è un libro scritto da Italo Calvino.


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