martedì 6 agosto 2013

Recensione libro: "Cuore d'inchiostro", di Cornelia Funke


TITOLO: Cuore d'Inchiostro (Primo libro della Trilogia)
AUTRICE: Cornelia Funke
GENERE: Fantasy
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 486 TRAMA: "Quando alla porta di Maggie bussa uno straniero, il padre Mo la costringe a fuggire, come già tante altre volte in passato. Mo possiede una dote magica terribile: leggendo un libro a voce alta è in grado di evocarne i personaggi, come Capricorno, il signore dal cuore nero uscito dalle pagine del libro Cuore D'inchiostro, per dare la caccia a Mo e impadronirsi del suo dono. Le stesse pagine in cui è stata risucchiata la madre di Maggie."





Avevo già visto in passato la transizione cinematografica di "Cuore d'Inchiostro", e mi era piaciuta tantissimo. Poi ho pensato: "Questo film ha una trama troppo bella, dev'esserci sicuramente dietro un libro!"
E così mi sono data da fare, cercando appunto quest'ultimo citato. Però avevo soltanto scovato una Trilogia in inglese "mai tradotta in italiano". Poi un giorno mi reco dalla Mondadori e mi capita tra le mani questo capolavoro. In alto, infilato per bene tra altri due libri di un genere completamente diverso (Hum, perché sì, penso che V per Valentina non sia proprio di questo genere), come se si stesse nascondendo. Arrivata a casa ho iniziato a divorarlo, il giorno dopo lo avevo già finito.
Finito il primo capitolo sapevo già che questo sarebbe diventato uno dei miei libri preferiti.
Quando i sipari di questo capolavoro si aprono, ci troviamo catapultati in una casetta monotona in campagna, vedendo attraverso gli occhi di Maggie, la protagonista del libro. Maggie è una ragazzina vivace, una dodicenne che però sa quello che vuole, sa farsi valere. Mi sono riconosciuta molto in Maggie, mi sono sentita dentro alla mia pelle. Maggie è curiosa, perspicace, inesorabile, e non sta a sentire gli altri ma segue il suo cuore. Mentre la ragazza guarda attraverso la finestra quel cielo grigio che fa scendere pioggia in quantità, ecco che scorge una figura incappucciata che si avvicina alla sua casa: Dita di Polvere.
Mortimer, detto Mo, il padre di Maggie, frettolosamente fa entrare Dita di Polvere, questo suo "vecchio amico". Tra sussurri incompresi e occhiate furtive, Maggie sente il padre e l'amico parlare di un certo libro. Un libro che deve rimanere nascosto. Ma Maggie si chiede "Perché?".
Dita di Polvere parla di un certo Capricorno, e li mette in allerta. Maggie è un tumulto di domande, ed esige risposte. Ma le avrà presto.
Capricorno la catturerà svariate volte, perché lui vuole il libro


Lui vuole Cuore d'Inchiostro per farvi uscire l'Ombra, una creatura malvagia, per uccidere i suoi nemici, con la voce di Mo, Lingua di Fata, chiamato così appunto per il suo particolare dono: può far uscire dai libri i personaggi e gli oggetti, però se entrano in quegli universi paralleli altre persone.
Capricorno. Lui è il capo della società dei Galli Rossi, questi crudeli personaggi usciti da Cuore d'Inchiostro. Capricorno, essendo un uomo, e si sa che gli uomini a questo mondo vogliono una sola cosa (no, non quella, l'altra cosa...), mira ai soldi. Capricorno vuole i soldi. Spietato, anche se mingherlino, persuasivamente crudele, anche se gracile.
A fianco di Capricorno troviamo Basta. Oh, Basta. Un uomo paffutello, "dal coltello facile". Ma la cosa più particolare di questo personaggio è il fatto che è l'uomo più superstizioso di questo mondo. Amuleti legati al collo, erbette in sacchetti da tenere in tasca, sputi per terra dopo vicende particolari.
Invece, dalla parte dei buoni, emerge una donna, una donna dal carattere fortissimo: Elinor. Elinor è la zia di Maggie, una lettrice anche lei. Robusta, con la lingua affilata, coraggiosa, valorosa, una donna molto colta, anche.
Ecco, l'unico personaggio ben fatto nel film, insieme a Dita di Polvere, è proprio Elinor.
Dita di Polvere è un uomo terribilmente sexy mangiafuoco. Un abilissimo mangiafuoco (nel film è completamente diverso da com'è descritto nel libro). E poi c'è Gwin, la sua fedele amica martora cornuta.


Mi piace tantissimo il modo di scrivere della Funke, perché merita davvero. Ci sono certe descrizioni, certe riflessioni da parte dei personaggi che ti colpiscono proprio. 
Sono quelli i momenti in cui pensi: wow, come cavolo è possibile?
La fine del libro mi ha fatto commuovere tantissimo, come non capitava dai tempi dell'uscita di Shadowhunters Città delle Anime Perdute.
Le descrizioni, sono leggere e dettagliatissime, ovviamente non ai livelli di quelle di Tolkien, ma stratosferiche comunque.
In conclusione io do a questo libro 10 su 10, perché è stupendo, stupefacente, lo consiglio con il cuore a tutti. 

Alla prossima!
Sara.

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