mercoledì 21 agosto 2013

Recensione: CLOCKWORK PRINCESS di Cassandra Clare. [Shadowhunters, le Origini, la Principessa]

TITOLO: Shadowhunters (Le Origini) - La Principessa [In inglese: Clockwork Princess]
AUTRICE: Cassandra Clare
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 564
GENERE: YA/Urban Fantasy
TRAMA: 
Tessa Gray dovrebbe essere felice, come tutte le spose. Eppure, mentre si prepara per il suo matrimonio, una rete di ombre grava sugli Shadowhunters dell’Istituto di Londra. C’è un nuovo demone, legato tramite sangue e segreti a Mortmain, l’uomo che vuole utilizzare il suo esercito di automi spietati, gli Infernal Devices, per distruggere gli Shadowhunters. Abbandonati da coloro che dovrebbero essere i loro alleati e con i loro nemici sempre più vicini, gli Shadowhunters si trovano in una trappola mortale... Come può una sola ragazza, persino una che può comandare il potere degli angeli, affrontare un intero esercito? 


Come iniziare la recensione di un capolavoro del genere?
Se vi dico che non ho parole per descrivere questo capolavoro, mi credete?
Eppure mi ero ripromessa di non emozionarmi troppo: ma ormai anche soltanto il ricordo di quelle righe, di quei personaggi che uscivano fuori dalle pagine del libro e iniziavano a formarsi davanti ai miei occhi, davanti a tutta quella magnificenza, mi si accapona la pelle.
Il libro è basato principalmente su questo triangolo amoroso, tra Will, Tessa e Jem.

Will e Jem, essendo parabatai, sono legati a vita. Vi rendete conto di cosa è riuscita a creare? La Clare è riuscita a trovare la definizione di quello che per noi va al di là dell'amicizia. Non inteso come amore, ma quando provi un sentimento così forte per qualcuno da sentirti male. 
Nel corso delle pagine da cui traboccava letteralmente (?) la suspense, la Clare mi ha fatto lanciare il libro ovunque e rotolare per terra dall'angoscia. Io amo quella donna, penso che sia una sorta di Dio sceso in terra. Lei ha il potere di farci shippare tutti con tutti, senza che ce ne preoccupiamo! Perché? Perché lei è un genio!
Vi dico: per una come me, che fa parte del team "Gay è meglio", e con la Clare che mi ispirava nondicocosa nello shippare Will e Jem sono IMPAZZITA.
Arrivati a circa metà del libro siamo con la testa tra le mani, a farci mille pensieri su come diavolo gli avvenimenti prenderanno piega. E arrivati alla fine del libro, troveremo una risposta a tutto, tutto, anche alle domande che avevamo paura di chiederci per il semplice fatto che forse non eravamo proprio sicuri di voler sentirne la risposta.
Non mi sarei mai immaginata un finale così... perfetto. Ha accontentato tutti, per così dire. E poi l'epilogo.
 L'epilogo.Io penso che sia stata la parte più scioccante del libro, in un certo senso, dopo altri uno o due avvenimenti che mi hanno traumatizzata.
Non mi sarei davvero mi immaginata un finale del genere, eppure Cassandra è riuscita a realizzarlo, anche quando tutto sembrava perduto.

Infine, il libro mi è piaciuto come non mai, l'ho trovato geniale, sotto mille aspetti: gli avvenimenti, i personaggi, i sacrifici dei personaggi, il valore dell'amore e dell'amicizia.
Il sacrificio di Tessa, quello di consegnare se stessa nelle mani del Magister per salvare Jem. E' il vero significato dell'amore per la Clare. E dovrebbe essere così anche nella vita reale. 
Amo molto anche come ha caratterizzato l'Inghilterra di quel tempo, in tutti i suoi più minimi aspetti. Pensiamo un attimo ai melodrammi dell'800. Il valore dell'amore, a quei tempi, era direttamente proporzionale al sacrificio che faceva uno dei due innamorati. E così è stato anche nel libro.



E vi lascio con questa tristissima immagine, tranquilli non è spoiler. Non è assolutamente spoiler, seriamente, solo che a me ha fatto intristire tantissimo, anche se so che tutto finirà così. O no, perché City of Heavenly Fire deve ancora uscire. 
E io sclererò come non mai quando uscirà.

Esatto, sono Simon, Tessa e Magnus.
Questa immagine mi mette una tristezza inimmaginabile addosso!

Alla prossima, spero che la recensione vi sia piaciuta!
Sara.


Dizionario della fangirl:
Shippare: volere che due (o più) stiano insieme.
OTP: One True Pairing, la coppia preferita, quella che shippiamo con tutti noi stessi.

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