sabato 25 marzo 2017

Un nuovo inizio + Troppi libri

Buongiorno a tutti! Ne è passato di tempo, quasi tre mesi. Come mi è capitato di scrivere più e più volte qui sul blog, il motivo è sempre lo stesso: la scuola che mi succhia via ogni energia. Purtroppo dall'inizio del nuovo anno ho avuto davvero poco tempo da dedicare alla lettura, e sono riuscita a leggere pochissimo, nonostante abbia accumulato una bella pila di libri come vedrete più giù se avrete voglia di rimanere con me ancora qualche minuto.
A parte un paio di libri letti per scuola (Senilità, di Italo Svevo, e Il treno dell'ultima notte, di Dacia Maraini) e qualche altro titolo (Gang Bang, di Chuck Palahniuk e La lingua geniale, di Andrea Marcolongo, regalini di Natale) mi sono lasciata andare alla poesia. Infatti è da qualche mese che cerco di esplorare questo genere tenuto poco in considerazione per il mio terrore di fraintendere o di non comprendere del tutto il messaggio dell'autore. È per questo che ho dunque l'intenzione di leggermi qualcosina di contemporaneo, o comunque qualcosa su cui non ci sia già una critica, in quanto ormai essendo abituata così con la scuola ho il terrore di perdermi qualche pezzo di un puzzle che penso di aver completato.

Detto questo senza indugiare ulteriormente passo a mostrarvi i libri che ho preso negli ultimi tempi! Non sono riuscita a includere nel post tutti i libri che ho accumulato, ma almeno ci ho provato!



La donna che visse due volte, di Boileau-Narcejac (ovvero Pierre Boileau e Thomas Narcejac) mi è stato consigliato da mia madre che, sebbene molti anni fa, ha visto il film diretto da Hitchcock, e le era piaciuto molto. 
Fiabe islandesi era nel mio mirino da mesi, insieme ad altre due raccolte di fiabe (lapponi e danesi) su cui prima o poi riuscirò a mettere le mani. La casa editrice Iperborea, che pubblica esclusivamente volumi di autori o cultura scandinava, può vantare di volumi splendidi ed assolutamente unici. Inoltre mi sono perdutamente innamorata del formato, del font, della texture della copertina: di tutto insomma. 
Futuro anteriore di Martin Amis gira intorno ad un festino andato male (da cui si può dedurre il titolo originale del romanzo, Dead Babies) e deve essere estremamente coinvolgente. 
Walden, ovvero Vita nei boschi, di H. D. Thoreau (che non sapete di conoscere ma che in realtà avete già incontrato se avete visto almeno una volta L'attimo fuggente) è un libro che cercavo da tempo e mi sono imbattuta in questa deliziosa edizione (La vita felice), con testo originale a fronte. 
Ho letto Dirty Pretty Things, di Michael Faudet, non molto tempo fa, e l'ho veramente amato. Si tratta di una raccolta di poesie di stampo erotico estremamente raffinate, quasi come epigrammi, brevi e molto piacevoli.
Non poteva mancare qualcosa di Tolkien. In vista di un progetto che ho intenzione di organizzare ho preso Il Medioevo e il Fantastico, raccolta di saggi sul mondo fantastico e sui collegamenti con l'epoca medievale.
Ho preso Fuochi, di Marguerite Yourcenar, libretto veramente sottile, per scuola, in quanto si tratta di una raccolta di ritratti di personaggi della letteratura greca (tutti tranne Maria Maddalena) estrapolati dal loro mondo e portati nel nostro. Ho letto solamente quello di Saffo per ora, pieno di attenti riferimenti all'esperienza biografica e alla produzione della poetessa greca, e mi ha lasciato pienamente soddisfatta.
Flatlandia (Racconto fantastico a più dimensioni) di Edwin Abbott Abbott era nella lista dei libri consigliati che ci ha proposto la mia professoressa di letteratura italiana. Ad essere estremamente sincera non ho la benchè minima idea di cosa parli, tranne che ha a che fare con l'universo matematico-geometrico, e già solo questo è molto stuzzicante.
Insieme a Una risata nel buio, L'incantatore di Vladimir Nabokov è un embrione di quello che sarà Lolita che, se mi seguite da un po', sapete è il mio romanzo preferito. Sono molto curiosa di vedere ancora nell'incubatrice quelli che poi saranno Humbert e Lo.
L'Edda, di Snorri Sturluson, è paragonabile a quella che per noi è la Divina Commedia o a quella che per i Greci è stata l'Iliade: insomma, un poema nazionale, fondamentale per la cultura scandinava. Mi piacerebbe includere questo - insieme ad altri libri - in un post futuro dove condividerò con voi il meraviglioso viaggio letterario sulla cultura norrena che ho intrapreso da poco.


Vorrei ora parlarvi di qualche libro in inglese che ho trovato navigando o sulla booktube community o su qualche blog: in ogni caso molti libretti di poesia, in particolare le raccolte Forward Book of Poetry che raccoglie ogni anno le migliori poesie di vari poeti. Le edizioni sono estremamente ben fatte e si possono trovare all'interno dei piccoli capolavori, quindi le consiglio molto a chi è curioso di scoprire qualche poeta poco conosciuto.
Hot Little Hands, di Abigail Ulman, l'ho trovato sul canale di Sanne, che vi consiglio assolutamente di seguire in quanto personalmente l'adoro, e si tratta di una raccolta di brevi racconti sulla sessualità tra l'adolescenza e la maturità.
A Little Something Different, di Sandy Hall, scovato sul canale di Ariel questa volta, racconta una storia d'amore tra due ragazzi ma da quattordici punti di vista diversi. Pazzia assoluta. Non potrei essere più curiosa.
Non parlo neppure di We Were Liars, di E. Lockhart, che ha spopolato ovunque qualche estate fa.
Can't and Won't di Lydia Davis è uno strano libro. Raccoglie poesie, pensieri, sogni addirittura, legati all'esperienza dell'autrice, e sono molto curiosa di scoprire di più sulla vincitrice del Man Booker Prize del 2013.
The Heart is a Lonely Hunter, di Carson McCullers, pubblicato quando l'autrice aveva appena ventitré anni, l'ho trovato spulciando un po' su Amazon, e l'ho acquistato per la trama, che gravita attorno al protagonista, un sordo-muto che è improvvisamente il confidente di tutti. 
Infine, i librettini che si vedono sono tutte raccolte di poesie, pubblicate dalla casa editrice Faber & Faber, rispettivamente: Dear Boy di Emily Berry, sulle relazioni a distanza; Kim Kardashian's Marriage, di Sam Riviere che - nomen omen - parla di quanto l'amore di questi tempi sia sempre più virtuale e sempre meno reale; Happiness, di Jack Underwood che ho assolutamente odiato.
Infine Physical, di Andrew McMillan, libro sulla maschile concezione di amore, amicizia e fisicità. Ho letto qualche poesia ma non ne sono rimasta colpita purtroppo.

Mi scuso per il post lunghissimo, ma era da mesi che tenevo per me certe osservazioni e mi ha fatto veramente piacere condividerle con voi lettori. Grazie per il supporto, i messaggi e le visite. Spero di tornare presto perché al momento mi sento più ben intenzionata che mai. Vorrei che questo sia un nuovo inizio per il blog, e cercherò di essere il più attiva possibile, con rubriche, recensioni e classifiche. Se volete vedere qualcosa di particolare non esitate a farmelo sapere nei commenti! Sono curiosa di sapere quali sono stati i vostri ultimi acquisti libreschi!
A presto, Sara ♥

venerdì 23 dicembre 2016

Recensione: THE PRINCESS SAVES HERSELF IN THIS ONE, di Amanda Lovelace (vincitrice per la categoria "Poesia" dei Goodreads Choice Awards)


Titolo: The princess saves herself in this one
Autrice: Amanda Lovelace
Lingua: Inglese




Ho recentemente visto che, su Goodreads, questa raccolta di brevi poesie ha vinto come migliore della categoria. Sono rimasta inizialmente sorpresa, dato che quando acquistai questo libretto ero un po' restia considerando la sobrietà dell'edizione ed inoltre le allora inesistenti recensioni a riguardo. Tuttavia dopo la lettura non sarei potuta essere più felice di averlo acquistato. 
Si tratta di una raccolta di poesie davvero, davvero brevi, in lingua inglese, estremamente semplici dal punto di vista della grammatica e del lessico, quindi senza dubbio accessibile a tutti.
Nella mia ignoranza, che forse è solo inesperienza, non avevo mai letto nulla del genere. Non è una semplice raccolta di poesiole, ma una sorta di biografia dell'autrice stessa, Amanda Lovelace, che si va a costruire man mano che la raccolta procede. Si legge infatti sul retro della copertina: the story of a princess / turned damsel / turned queen.

Presenta una visione nuova della vita, non come naturale e calmo susseguirsi di eventi più o meno tragici ma quasi come un'evoluzione continua: ogni giorno si aggiunge una pagina al grande libro della nostra vita, che non ha un limite, ma sono un inizio e una fine. L'utopia è quella di una vita spensierata nel senso letterale della parola, una vita che ognuno può scegliere per sè. 

ah, life - 
the thing
that happens
to us
while we're off
somewhere else
blowing on 
dandelions
& wishing
ourselves into
the pages of 
our favorite
fairy tales.

 Amanda ha avuto una vita sfortunata e non delle più felici. Nel libro partiamo immersi con lei nella tristezza, nella solitudine, nella violenza. Con poche parole, seppure spietate, l'autrice non solo tratteggia ma dipinge proprio attimi passati di una vita difficile nella quale dopo ogni caduta, anziché trovare terreno per rialzarsi si apriva davanti a lei una nuova voragine di disgrazie e difficoltà. 

there 
was never
enough alcohol
to keep my mother warm
in a house 
as cold as
 t  h  i  s 

- but you kept trying, didn't you?

Devo ammettere che ho trovato questa parte, veramente triste e, mi scuso per la parola, assolutamente deprimente, veramente difficile da mandare giù. L'incredibile sfortuna e la sofferenza interiore determinata da un'incredibile insicurezza della propria persona sono i concetti chiave di questa sezione.

Quando poi però sembra quasi nascere, o forse solo riemergere dalle tenebre, una nuova speranza, ecco che due morti terribili si susseguono a tormentare la povera Amanda senza sfumatura di umanità, lasciandola sola, smarrita e ancora giovanissima con l'unico sollievo della fine di una sofferenza che è durata troppo a lungo. 
Questa è senza ombra di dubbio la parte più intensa e carica di quel dolore che ora sembra essere stato appena appena accennato nelle precedenti poesie. Non riesco a trovare le parole per descrivere il dolore che ho come provato io stessa sulla mia pelle leggendo queste poche righe. Uno shock, a tutti gli effetti, che è riuscito a farmi girare il volto via dalla pagina dall'insostenibilità dei temi e del suo modo di scrivere, secco e per figure, e proprio per questo ancora più potente.

sister-
wherever
you are now, 
i hope there is 
a beach.

- starfish will always remind me of you.

 Il potere dell'autrice di scattare istantanee a momenti tragici e allo stesso tempo quasi magici dimostrano la sua flessibilità e controtendenza alla sclerotizzazione, lasciando trasparire il bagliore di un nuovo sole intorno al suo mondo: l'amore.
Ecco allora che un nuovo mondo scoppia in mille colori, a dimostrare come nonostante sofferenze inaudite e senza dubbio inizialmente insostenibili, ci sia qualcosa al mondo che dà una ragione per vivere. L'amore è una sorta di nuovo dolore gradito e facilmente accolto da lei. E dunque i toni cupi si tingono di nuove gamme felici, speranzose e tenere di sentimenti nuovi ma più che benvenuti. 

i
let myself
know
that my life
doesn't
have to be over
just because
theirs are
& i went
ahead
& painted
the sun
back into
my sky.

- i am allowed to live my life

Il libro infine culmina con una nuova presa di posizione, una vendetta sul proprio passato, un riappropriamento della sua stessa persona. L'ultima sezione di questa raccolta ("You") si presenta come un manifesto che ogni ragazza, ogni donna, anzi ogni essere umano dovrebbe leggere. È un invito all'amor proprio, ad una presa di coscienza: noi non siamo il nostro ruolo sociale, non siamo un aggettivo, non siamo quello che gli altri decidono per noi. Con frasi potenti che non si sarebbe mai e poi mai sognata di pronunciare anni prima, Amanda rivendica ciò che è davvero, invitando così a fare tutte.

repeat after me:
you owe
no one 
your 
forgiveness.

- except maybe yourself.

Mi sento infine, quindi, di consigliare questo libro a tutte le ragazze che, come è normale che sia, si sentono insicure e forse addirittura inutili in questo mondo apparentemente così spietato. Tutto sta a noi.
Sconsiglio invece questo libro a chi è infastidito dalla mancanza (non errata ma ricercata) di maiuscole, o a chi non gradisce brevi frasi sospese in un angolino di una pagina completamente bianca. Anche se sono cose che tollerate a vostro malgrado, fate un piccolo sforzo: ne varrà la pena.


Il mio giudizio finale:
Cinque su cinque. Imperdibile.

Traduzioni:
1. ah, la vita - quella cosa che ci succede quando siamo da qualche parte a soffiare sui denti di leone e a sognarci immersi nelle pagine delle nostre fiabe preferite.
2. non c'è mai stato abbastanza alcol per tenere al caldo mia madre in una casa fredda come questa. - ma continuasti a provarci, non è così?
3. sorella- ovunque tu sia ora, spero che ci sia una spiaggia - le stelle marine mi hanno sempre fatto pensare a te.
4. mi concedo di sapere che la mia vita non deve finire solo perché le loro lo sono e sono andata avanti e ho ridipinto il sole nel mio vecchio cielo. - ho il permesso di vivere la mia vita.
5ripeti dopo di me: non devi a nessuno il tuo perdono. - forse solo a te stessa.


venerdì 4 novembre 2016

Recensione: NIENTE, di Janne Teller

Titolo: Niente
Autrice: Janne Teller
Genere: Narrativa
Trama"Se niente ha senso, è meglio non far niente piuttosto che qualcosa" dichiara un giorno Pierre Anthon, tredici anni. Poi, come il barone rampante, sale su un albero vicino alla scuola. Per dimostrargli che sta sbagliando, i suoi compagni decidono di raccogliere cose che abbiano un significato. All'inizio si tratta di oggetti innocenti: una canna da pesca, un pallone, un paio di sandali, ma presto si fanno prendere la mano, si sfidano, si spingono più in là. Al sacrificio di un adorato criceto seguono un taglio di capelli, un certificato di adozione, la bara di un bambino, l'indice di una mano che suonava la chitarra come i Beatles. Richieste sempre più angosciose, rese vincolanti dalla legge del gruppo. È ancora la ricerca del senso della vita? O è una vendetta per aver dovuto sacrificare qualcosa a cui si teneva davvero? Abbandonati a se stessi, nella totale inesistenza degli adulti e delle loro leggi, gli adolescenti si trascinano a vicenda in un'escalation d'orrore. E quando i media si accorgono del caso, mettendo sottosopra la cittadina, il progetto precipita verso la sua fatale conclusione. Il romanzo mette in scena follia e fanatismo, perversione e fragilità, paura e speranza. Ma soprattutto sfida il lettore adulto a ritrovare in sé l'innocente crudeltà dell'adolescenza, fatta di assenza di compromessi, coraggio provocatorio e commovente brutalità.

Il primo giorno di scuola un giovane adolescente della scuola media di Taering, piccola cittadine della Danimarca, decide che "Non c'è niente che abbia senso. È tanto tempo che lo so. Perché non vale la pena far niente. Lo vedo solo adesso", e così lascia la scuola. I compagni di classe, turbati, cercano di convincere Pierre Anthon a ricredersi, e tentano di farlo scendere dall'albero di susine su cui si è accampato. Ma con frasi nichiliste dai toni altisonanti, il ragazzino non si fa corrompere.
Allora i ragazzi, convinti che esista un significato, spesso nascosto in un semplice oggetto, addirittura un semplice paio di scarpe, decidono di allestire una "catasta del significato", alla quale ciascuno deve aggiungere qualcosa che ha un profondo ed insito significato. Ma la scelta non è volontaria: sono gli altri a decidere, a trovare l'oggetto più caro del povero indiziato. I primi sono i più fortunati: una canna da pesca, un paio di orecchini. Poi le cose si fanno più serie quando lo scopo del progetto iniziale si trasforma in una vendetta subdola, allora si aggiungono al mucchio trecce di capelli, criceti destinati ad una fine triste, certificati di adozione, bare di fratellini morti, crocifissi e indici che hanno rubato l'innocenza di ragazzine assetate di rivalsa.
Vediamo tutto questo tramite gli occhi della protagonista, che ha dovuto "solo" cedere un paio di sandali verdi. Anche se restia all'inizio, la furba Agnes capisce ed ingloba quel significato che cercavano così assiduamente all'inizio, proprio come tutti gli altri.
Ma quando gli spargimenti di sangue diventano esagerati, gli adulti, che fino a questo momento non avevano quasi avuto un ruolo, entrano in scena, ed il romanzo si contrae improvvisamente, cambiando strada: e ecco che dalla pace di un magazzino abbandonato iniziano a spuntare da ogni dove i giornalisti, che presto diffondono la terribile storia della "catasta del significato", che viene venduta ad un museo di arte. E quando Pierre Anthon si decide a visitare quel luogo così pieno di significato sembra come se il libro si piegasse su se stesso mentre i ragazzi ormai così convinti dell'esistenza di questo significato trascendente fanno degenerare all'ennesimo grado ciò che sembrava aleggiare sulle pagine fin dalle prime righe.

Nonostante la brevità del libro, non posso dire che non mi abbia lasciato un turbamento interiore tale da farmi rigirare nel letto la notte. Lo stile dell'autrice è quasi asettico, ma non per questo insignificante. L'andamento veloce e ben scandito del romanzo procede sempre allo stesso modo nonostante le azioni compiute dai personaggi siano sempre più crude e cruente. Questo forte contrasto evidentemente voluto, stride quindi con la narrazione, lasciando che nella mente del lettore si crei un'atmosfera sempre più cupa e densa di tensione
I temi sono estremamente delicati ma per quanto possa lecitamente sembrare un romanzo sconcertante ed inaccettabile, mi sento di consigliare questa lettura a tutti in quanto mostra aspetti insoliti ma pur sempre possibili. Ecco il potere della scrittura.